I PRINCIPALI SINTOMI CHE TRATTIAMO

(La maggior parte dei nostri pazienti riporta almeno due o più sintomi)

  • Frequenza/urgenza/esitazione minzionale
  • Dolore in posizione seduta
  • Dolore rettale/perineale
  • Dolore genitale
  • Dolore durante o dopo l’attività sessuale
  • Dolore o sollievo dopo la defecazione
  • Dolore al basso ventre
  • Dolore al coccige / Lombalgia
  • Aumento del dolore in condizioni di stress
  • Sollievo con bagni caldi o calore
  • Depressione / ansia per i sintomi
  • Calo nella qualità della vita dovuto ai sintomi
  • Le terapie convenzionali non aiutano
  • Gli esami medici non rilevano patologie

PROSTATITE

NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI UOMINI A CUI È STATA DIAGNOSTICATA LA PROSTATITE ALL’ORIGINE DEI SINTOMI NON È LA GHIANDOLA PROSTATICA

Sin dal 1995, quando il The National Institute of Health (NIH) statunitense ha riclassificato i sintomi della prostatite in quattro categorie, molte ricerche hanno evidenziato che l’infezione/infiammazione della ghiandola prostatica non è all’origine dei sintomi che lamentano gli uomini con diagnosi di prostatite. Il fallimento dei trattamenti che prevedono antibiotici, alfa-bloccanti e antinfiammatori per quella che viene diagnosticata come prostatite è noto da tempo. La stragrande maggioranza dei nostri pazienti maschi con diagnosi di prostatite non ha alcuna infezione alla prostata né alcuna patologia della ghiandola prostatica che possa dare conto dei loro sintomi. Per questo motivo i trattamenti rivolti alla ghiandola prostatica (per esempio antibiotici, alfa-bloccanti e antinfiammatori) di norma non sono d’aiuto. Uno studio da noi pubblicato nel 2015 riporta che dopo aver seguito il nostro trattamento per la prostatite della durata sei mesi, un terzo dei pazienti decide volontariamente di abbandonare tutti i farmaci.

 

PERCHÉ LA MEDICINA GENERALE SBAGLIA LA DIAGNOSI DELLA PROSTATITE?

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Con il termine prostatite ci si riferisce ad un’infezione o un’infiammazione della ghiandola prostatica. Le ricerche condotte negli ultimi trent’anni riferiscono che approssimativamente nel 90-95% dei casi quella che viene diagnosticata da medici in buona fede come prostatite effettivamente non è un disturbo della ghiandola prostatica. Studi governativi e ricerche autorevoli hanno dimostrato che la maggior parte degli uomini con diagnosi di prostatite non hanno alcuna infezione. Per confermare la presenza di un’infezione è necessaria una coltura del secreto prostatico, che, pur essendo semplice da effettuare, spesso non viene effettuata. In realtà, uno dei motivi per cui la nostra squadra di ricerca è così esperta su questo aspetto è che alla Stanford University il dottor Rodney Anderson, coautore di Un mal di testa nel bacino e direttore della clinica per la prostatite e il dolore pelvico a Stanford da molti anni, ha lavorato a stretto contatto con il dottor Thomas Stamey, coinventore del primo test per la prostatite.

La dottoressa Jeannette Potts per prima ha proposto la rappresentazione visiva della prostata dietro alle sbarre per enfatizzare il concetto che questa ha subito un’accusa infondata e che la fonte del dolore negli uomini con diagnosi di prostatite non si ritrova nell’infezione, nell’infiammazione o in una patologia della ghiandola prostatica. Il problema non è negli organi del bacino, ma nei muscoli del bacino. Questi muscoli sono entrati in uno stato di contrazione cronica, di solito legata ad anni e anni di stress e risultante in contrazioni e spasmi cronici e nella formazione di punti trigger nel pavimento pelvico.

UN ‘CRAMPO’ PELVICO

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Tension-anxiety-pain-protective guarding self-feeding cycle

Il protocollo Wise-Anderson è un metodo che tratta la prostatite come una sorta di ‘crampo’ cronico nei muscoli all’interno e intorno al bacino. Questo crampo innesca un ciclo di tensione-ansia-dolore-atteggiamento protettivo che si autoalimenta. Tale ciclo tende ad avere una vita propria se non curato, ed è questo il motivo per cui il disturbo diventa cronico e non si risolve naturalmente come la maggior parte degli altri disturbi.

Noi riteniamo che questo ‘crampo’ pelvico sia legano all’istinto a mettere la coda tra le gambe dei mammiferi. Quando un animale ha paura, i muscoli del bacino si tendono, richiamando la coda. Anche se gli esseri umani non hanno più la coda, i muscoli pelvici si tendono ancora in certi individui affetti da stress cronico. Questa contrazione/spasmo cronico del pavimento pelvico può causare dolore pelvico che parte dall’area al di sopra dell’osso pubico e si diffonde nel pene, testicoli, perineo, ano, coccige e nella parte bassa della schiena. La contrazione cronica può produrre problemi nella minzione, defecazione, eiaculazione, nel mantenere la posizione seduta e nello svolgimento di altre funzioni quotidiane di base.

LA PROSTATITE È UN DISTURBO SIA LOCALE CHE SISTEMICO

Chi cerca un aiuto terapico si rivolge a un medico per trovare sollievo dalla prostatite, che spesso ha sintomi stupefacenti e preoccupanti. I trattamenti medici tradizionali, tuttavia, nella quasi totalità dei casi non comprendono la disfunzione del pavimento pelvico. I rimedi offerti sono nel migliore dei casi incompleti e a breve termine, e nel peggiore – interventi chirurgici o iniezioni – possono esacerbare il problema.

L’errore fondamentale dei trattamenti convenzionali per la prostatite è che non comprendono che la disfunzione del pavimento pelvico è un problema sia sistemico che locale — sistemico in quanto il sistema nervoso, che di norma è spesso eccitato, si tende in maniera cronica nei muscoli pelvici. È un problema locale in quanto la preoccupazione, l’ansia e l’eccitazione nervosa cronica in certi individui producono un dolore localizzato e una disfunzione dei muscoli pelvici. Se non si interviene con efficacia su entrambi questi aspetti, la prostatite è destinata a permanere.

I nostri trattamenti di sei giorni, offerti durante l’anno, sono volti a risolvere sia l’aspetto locale che quello sistemico della prostatite, istruendo i nostri pazienti nell’autotrattamento fisioterapico interno ed esterno più avanzato (trattamento locale) e nella pratica del nostro protocollo di rilassamento, il rilassamento paradossale esteso, che punta a ridurre l’eccitazione del sistema nervoso su base quotidiana.

I SINTOMI PROSTATITE: TENDONO A MANIFESTARSI NEGLI UOMINI DI SUCCESSO, INTELLIGENTI, AMBIZIOSI E RESPONSABILI

La maggior parte degli uomini con diagnosi di prostatite che abbiamo visitato sono personalità di tipo A: di successo, intelligenti, ambiziosi e responsabili. Anche per gli uomini più istruiti è una novità che i sintomi della prostatite evidenziati più sopra siano tipicamente legati allo stress e possano essere provocati da una contrazione cronica e da spasmi dei muscoli del bacino, piuttosto che da una patologia della ghiandola prostatica. A Stanford la nostra squadra di ricerca ha introdotto un trattamento pionieristico la cui sicurezza ed efficacia sono documentate in vari studi pubblicati su riviste mediche specialistiche. Questa nuova comprensione dell’origine e del trattamento dei sintomi della prostatite è esposta in dettaglio nella sesta edizione del nostro libro Un mal di testa nel bacino.

PUNTI TRIGGER E PROSTATITE

Abbiamo iniziato a pubblicare i risultati della nostra ricerca che documenta il miglioramento dei sintomi in uomini a cui era stata diagnosticata una prostatite nel 2005; sono seguite poi altre pubblicazioni nel 2006, 2008, 2009, 2010, 2011 e 2015. Nella nostra ricerca, culminata nello studio del 2009 pubblicato sul Journal of Urology, abbiamo confermato che molti sintomi tra quelli su elencati si scatenano con la palpazione di specifici punti trigger dolorosi (fasci di tessuto muscolare tesi e doloranti) che spesso si trovano in muscoli cronicamente tesi all’interno e all’esterno del bacino. Negli anni, abbiamo riscontrato che quando la sensibilità o il dolore dei punti trigger del pavimento pelvico vengono ridotti o eliminati, e viene ridotta l’eccitazione nervosa che li attiva, quasi sempre, nella maggior parte dei nostri pazienti, si verifica una riduzione dei sintomi e del dolore. Nella nostra esperienza, ci vuole tempo per ridurre significativamente l’abitudine di tutta una vita a contrarre il bacino. Lo scopo del nostro trattamento di sei giorni è insegnare ai nostri pazienti a rilassare i punti trigger del pavimento pelvico e la stessa restrizione miofasciale, ma anche abbassare l’eccitazione nervosa ad essi correlata.

PROSTATITE BATTERICA VS DOLORE PELVICO DI ORIGINE MUSCOLARE

Ci preme sottolineare che il trattamento antibiotico della prostatite batterica è un successo della medicina moderna. In presenza di prostatite batterica, gli antibiotici sono l’unico trattamento utile. Tuttavia, considerare tutte le manifestazioni del dolore e della disfunzione pelvica negli uomini come una prostatite batterica acuta o cronica è un errore di valutazione terapeutica. È stato dimostrato, infatti, che la prostatite batterica vera e propria è una condizione rara, che colpisce soltanto meno del 5% degli uomini con dolore pelvico correlato ai sintomi descritti in precedenza.

IL PROTOCOLLO WISE-ANDERSON

Trattamento immersivo di sei giorni

Abbiamo iniziato a trattare varie disfunzioni del pavimento pelvico alla Stanford University nel 1995, nelle nostre normali visite ai pazienti. Nel 2003 ci siamo riorganizzati come liberi professionisti, offrendo un trattamento immersivo di sei giorni a Santa Rosa, in California. Il trattamento, limitato a quattordici pazienti e proposto tutto l’anno, si è evoluto nel protocollo Wise-Anderson, volto a insegnare ai pazienti a riabilitare i muscoli con contrattura cronica del pavimento pelvico e a ridurre l’ansia su base quotidiana. Il protocollo Wise-Anderson, praticato quotidianamente in casa dai pazienti che abbiamo istruito nell’autotrattamento, aiuta molti a riprendere in mano la propria vita. La finalità del nostro autotrattamento è di aiutare i pazienti a liberarsi della necessità di cercare l’ulteriore ausilio dei professionisti Da oltre un decennio, le nostre ricerche documentano i risultati dell’autotrattamento che insegniamo ai pazienti.

Per ulteriori informazioni, visita la pagina dedicata ai nostri trattamenti cliccando qui

For questions about cost and eligibility please fill out the form below, email us at [email protected] or contact our office at +1 (707) 332-1492.

SINTOMI PROSTATITE

(La maggior parte dei nostri pazienti riporta almeno due o più sintomi)


  • La frequenza urinaria può essere semplicemente fastidiosa o diventare debilitante
  • Tipicamente si ha la sensazione di un costante fastidio nella vescica, nell’uretra o nei genitali.
  • Di solito, dopo la minzione, i pazienti non si sentono “svuotati” e restano con la sensazione di dover urinare.
  • Per via della frequenza o urgenza urinaria si ha l’impressione di dover essere spesso nelle vicinanze di un bagno. Talvolta si riesce a stento a contenere l’urgenza di urinare, quando questa si presenta.
  • Quando si va a teatro o a un evento sportivo, per esempio, di solito ci si siede accanto a un corridoio per essere pronti a uscire con facilità.
  • Alcuni pazienti sentono che la propria vita ruota intorno alla propria vicinanza al bagno.
  • L’urgenza e la frequenza urinaria possono privare i pazienti del sonno, per via dei frequenti risvegli notturni o per la difficoltà a riaddormentarsi una volta che ci si è svegliati.

  • La disuria può essere molto dolorosa e, in tal caso, la minzione diventa un calvario e provoca un ulteriore dolore.
  • Il bruciore o il dolore durante la minzione spesso sono sconcertanti, e vengono associati alla disfunzione del pavimento pelvico.
  • Talvolta capita di non sentire dolore durante la minzione, ma solo dopo.
  • Una volta che si trova una soluzione agli spasmi cronici e alla contrazione miofasciale dei muscoli pelvici, in molti dei nostri pazienti, si risolve anche la disuria.

  • La nicturia spesso è un grosso problema, perché disturba a tal punto il sonno del paziente da farlo sentire costantemente esausto.
  • La spossatezza da privazione del sonno tende ad alimentare il ciclo di tensione, dolore, atteggiamento protettivo e ansia.

  • Negli uomini è un sintomo importante per valutare se all’origine della riduzione del flusso vi è l’allargamento della prostata o altro.
  • Alcune persone che soffrono di dolore pelvico di origine muscolare devono attendere perché parta il flusso dell’urina.
  • L’esitazione nell’avvio dell’urinazione può peggiorare quando l’urina viene trattenuta oltre il livello di agio (perché ipotizziamo che la tensione dei muscoli nel trattenere l’urina possa comportare una sorta di spasmo che tarda a svanire al momento della minzione)
  • La riduzione del flusso urinario è un sintomo che può condurre a un calo dell’autostima e all’ipocondria, specialmente nei più giovani.
  • Quando i sintomi urinari costituiscono parte della sindrome dolorosa pelvica cronica di origine muscolare, dopo la riabilitazione del pavimento pelvico si può assistere a un miglioramento del flusso urinario.

  • Il perineo è uno dei siti più comuni del dolore pelvico, è una zona intima e può dolere costantemente per tutto il giorno anche in maniera intensa
  • Il perineo è il luogo in cui si congiunge la maggior parte dei muscoli del pavimento pelvico e, pertanto, ospita molte fonti di dolore riferito (dolore percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine), che possono essere localizzate da una parte o dall’altra
  • Il perineo è spesso il luogo in cui si prova dolore dopo una corsa in bicicletta.
  • Il perineo e lo sfintere anale sono due parti del corpo in cui i pazienti percepiscono la sensazione di “stare seduti su una palla da golf”
  • Il dolore al perineo può peggiorare in posizione seduta o eretta.
  • Da uno studio condotto a Stanford nel 2009 citato nel nostro articolo pubblicato sul Journal of Urology, risulta che il 79% dei soggetti soffriva di un dolore al perineo.
  • Nel nostro studio del 2009 abbiamo individuato i muscoli addominali e pelvici chiave che rimandano il dolore al perineo (retto dell’addome, grande adduttore e coccigeo)

  • Increased discomfort hours or the day after sexual activity is common
  • Sexual activity is painful either during or afterward
  • Pain is felt on the outside of the vagina, inside or both
  • Pelvic examination in which trigger points are palpated can often recreate symptoms of pain during sex
  • Our explanation about why there is often an increase in discomfort during or after sexual activity in men and women with chronic pelvic pain syndromes is as follows:
    • Orgasm causes strong contractions of the pelvic, prostate and seminal vesicle muscles lasting about once a second during orgasm
    • There is a significant increase in nervous system arousal during sexual activity
    • The pleasure spasm of orgasm in the form of the increased series of contractions during orgasm will tighten the pelvic muscles further
    • This increased tightening temporarily contracts an already contracted area which doesn’t relax well and it tends to throw the patient further above the symptom threshold
    • When our patients learn to release the muscles inside the pelvic floor, they usually can feel this increased muscle contraction
    • After a certain time frame (from hours to days), the pelvic muscles relax and return to their baseline level, the normal tightened state of the pelvic floor reasserts itself (which is back to some degree of pain or discomfort when a person has chronic pelvic pain syndrome)
    • For this reason we do not recommend increasing sexual activity (as has often been suggested by physicians our male patients have seen) when a person has an increase in symptoms after sex

  • Sedersi è una delle maggiori sofferenze e paure in caso di dolore pelvico e complica tutti gli aspetti della vita normale.
  • Stare seduti può scatenare o esacerbare fastidi, dolori e sintomi, e può provocare dolore nella parte anteriore e/o posteriore del bacino.
  • Il dolore in posizione seduta spesso comincia in maniera piuttosto lieve al mattino, ma aumenta dopo una giornata in posizione seduta e può protrarsi fino alla notte
  • Spesso i pazienti chiedono sedie imbottite nei ristoranti, data la scomodità nella posizione seduta.
  • Il dolore in posizione seduta può rendere insopportabile lo stare seduti con gli amici o la famiglia e la socializzazione.
  • Può essere difficile viaggiare in aereo o in macchina per qualsiasi distanza senza soffrire.
  • Talvolta i pazienti devono richiedere la pensione di invalidità perché sono impossibilitati a lavorare alla scrivania.

  • Nelle donne, il dolore vaginale
  • Negli uomini,
  • il dolore alla punta e all’asta del pene è un sintomo comune.
  • il dolore penineo è spesso accompagnato da un arrossamento della pelle alla punta del pene
  • talvolta lo sfregamento del pene contro la biancheria intima e i pantaloni è fastidioso
  • il dolore genitale di solito è riferito (cioè il dolore viene percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine) dal muscolo elevatore dell’ano anteriore e, in certi pazienti, può essere uno dei sintomi più semplici da risolvere

  • Il dolore/fastidio testicolare è particolarmente avvilente e spaventoso
  • Il dolore/fastidio è percepito nell’uno o nell’altro testicolo
  • Talvolta i muscoli cremasteri sollevano i testicoli o il pene, specialmente quando lo sfintere anale è infiammato, e questo può essere sconcertante.
  • Abbiamo avuto pazienti a cui erano stati rimossi i testicoli, senza alcun cambiamento per il pene
  • Talvolta il dolore testicolare può essere riferito in maniera distale (cioè proviene da un punto lontano dal suo centro) dai muscoli dello stomaco e dei fianchi, il che può creare confusione e spesso viene sottovalutato dalla maggior parte dei medici e dei pazienti

  • Il dolore sovrapubico (sopra l’osso pubico) è un sintomo comune
  • Il dolore sovrapubico è comune in pazienti con frequenza, urgenza ed esitazione minzionale o altri sintomi pregressi.
  • Talvolta una pressione in quest’area può riferire all’area anorettale (ano e retto), ma talvolta capita che anche il dolore alla vescica sia percepito in questa zona.
  • Il dolore può manifestarsi da una parte o dall’altra oppure al centro.

  • Il dolore al coccige è comune.
  • Di solito viene riferito (cioè il dolore viene percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine) dal pavimento pelvico o dai muscoli attaccati all’osso sacro e non dall’osso sacro stesso
  • Abbiamo visitato molti pazienti che avevano subito una rimozione del coccige senza giungere ad alcun sollievo
  • Il dolore al coccige è spesso legato al dolore successivo alla defecazione

  • La lombalgia è comune e spesso confonde i pazienti e i medici generici perché i sintomi vengono riferiti (cioè il dolore viene percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine) dai muscoli del pavimento pelvico, non della parte bassa della schiena.
  • Si può provare dolore da una parte o dall’altra, oppure il dolore può migrare da una parte all’altra.

  • Il dolore all’inguine viene spesso scambiato per un’ernia.
  • Abbiamo visitato pazienti che avevano subito un intervento di correzione di un’ernia per via del dolore, senza risolvere il problema del dolore all’inguine.
  • Gli adduttori sono muscoli grandi e molto forti dell’interno coscia collocati nella regione inguinale, e quando questi muscoli sono tesi per una contrattura cronica, possono provocare e riferire un dolore significativo nella regione pelvica, anche in profondità nel retto.

  • Increased discomfort hours or the day after sexual activity is common
  • Sexual activity is painful either during or afterward
  • Pain is felt on the outside of the vagina, inside or both
  • Pelvic examination in which trigger points are palpated can often recreate symptoms of pain during sex
  • Our explanation about why there is often an increase in discomfort during or after sexual activity in men and women with chronic pelvic pain syndromes is as follows:
    • Orgasm causes strong contractions of the pelvic, prostate and seminal vesicle muscles lasting about once a second during orgasm
    • There is a significant increase in nervous system arousal during sexual activity
    • The pleasure spasm of orgasm in the form of the increased series of contractions during orgasm will tighten the pelvic muscles further
    • This increased tightening temporarily contracts an already contracted area which doesn’t relax well and it tends to throw the patient further above the symptom threshold
    • When our patients learn to release the muscles inside the pelvic floor, they usually can feel this increased muscle contraction
    • After a certain time frame (from hours to days), the pelvic muscles relax and return to their baseline level, the normal tightened state of the pelvic floor reasserts itself (which is back to some degree of pain or discomfort when a person has chronic pelvic pain syndrome)
    • For this reason we do not recommend increasing sexual activity (as has often been suggested by physicians our male patients have seen) when a person has an increase in symptoms after sex

  • Talvolta il dolore o la sensazione si manifesterà in una parte del bacino o dell’addome e poi il giorno dopo migrerà altrove

  • Poiché il sesso può essere doloroso durante o dopo il rapporto, spesso c’è un’astinenza condizionata dal sesso per evitare il dolore.
  • Quest’ansia può risultare in una difficoltà nel mantenere l’erezione, che provoca poi difficoltà nella relazione e nel corteggiamento, in particolare nei pazienti più giovani.
  • L’ansia legata al sesso, a nostro modo di vedere, è la principale causa dell’ansia da prestazione e di quella che è stata “medicalizzata” come disfunzione erettile.
  • Nella nostra esperienza, quando il dolore passa, passa anche l’ansia e la cosiddetta disfunzione erettile a questa collegata.

  • Il calo dell’interesse per il sesso si manifesta comunemente insieme al dolore pelvico
  • Tipicamente, nel dolore pelvico di origine muscolare non c’è nessuna patologia che riguardi le strutture fisiche coinvolte nell’attività sessuale
  • Dal nostro punto di vista, il calo della libido è prodotto da un insieme di ansia, calo dell’autostima e dolore pelvico, che congiurano tutti contro l’eccitazione e l’interesse per il sesso. Quando si risolvono il dolore e la disfunzione dei muscoli pelvici, di solito si risolve il problema della riduzione della libido

  • L’aspetto più spaventoso del dolore pelvico sono i pensieri catastrofici per cui si ritiene che sia destinato a non passare
  • La maggior parte dei pazienti che soffrono di dolore pelvico, sono preoccupati per il proprio dolore
  • L’ansia e i pensieri catastrofici distraggono l’attenzione dalla vita e, per molti pazienti, configurano un futuro inaccettabile

  • La depressione conduce a un senso di impotenza per cui si pensa di non poter intervenire su ciò che sembra assolutamente sbagliato nella propria vita
  • Quando si è in preda al dolore pelvico, il pensiero che non passerà mai induce molti pazienti alla depressione
  • Quando i medici non sono d’aiuto e non si riesce a vedere una luce alla fine del tunnel, la depressione e/o la depressione ansiosa non sono l’eccezione, ma la regola.

  • L’astinenza sociale spesso deriva dal dolore cronico e può compromettere ogni piacere momentaneo.
  • Il dolore pelvico priva i pazienti della capacità di essere pienamente presenti nei rapporti con la famiglia e gli amici, quindi a sua volta ha grandi conseguenze per la famiglia, gli amici e i partner di chi soffre.
  • I partner dei pazienti, in particolare, risentono dell’astinenza dal sesso dei pazienti, la rinuncia alle uscite e alle attività che coinvolgono altre persone, i viaggi, la genitorialità, la socializzazione e lo svolgimento delle normali attività di coppia.

  • Spesso quando si soffre di dolore pelvico, l’autostima si riduce, perché quasi sempre il paziente si preoccupa del fatto che nessuno desideri la sua compagnia

  • I disturbi del sonno sono comuni
  • I pazienti si svegliano per urinare o per il dolore e l’ansia
  • Abbiamo scritto un articolo sul rapido aumento del cortisolo al mattino nei pazienti con dolore pelvico Cortisol and Men with Chronic Prostatitis – Poster del 2007 dell’American Urological Association

  • Sia lo stress ordinario che quello straordinario tendono ad inasprire i sintomi.
  • Quando lo stress innesca il dolore pelvico, tende anche a scatenare il ciclo di tensione-ansia-dolore-atteggiamento protettivo che continua anche dopo il periodo di stress.

  • La sensazione di impotenza e disperazione è la vera sofferenza che accompagna il dolore pelvico cronico
  • La sensazione di impotenza deriva dall’incapacità del paziente di interrompere il dolore e il fastidio, che sono logoranti e spaventosi
  • La sensazione di impotenza nei pazienti affetti da dolore pelvico subentra quando non scorgono nulla all’orizzonte che possa aiutarli

  • Ciò che molti pazienti trovano sconcertante nella sindrome dolorosa pelvica cronica è che gli esami medici convenzionali, compresi la TAC, le analisi del sangue e delle urine e altre analisi non riescono a identificare alcuna anormalità né a indicare una precisa direzione terapeutica
  • I trattamenti medici convenzionali, che comprendono antibiotici, alfa-bloccanti, antinfiammatori, analgesici e tutti gli interventi e le procedure mediche, tendenzialmente non aiutano a guarire i sintomi

TRATTAMENTO PROSTATITE PER UN SOLLIEVO TEMPORANEO:

  • L’acqua calda o il calore spesso aiutano nell’immediato
  • L’acqua fredda riacutizza i sintomi in alcuni pazienti

  • I farmaci della classe delle benzodiazepine spesso possono offrire un sollievo ai sintomi per qualche ora e sono utili se usati con criterio
  • Le benzodiazepine creano dipendenza e, se usate regolarmente per il dolore pelvico, possono perdere la loro efficacia
  • Le benzodiazepine tipicamente provocano stanchezza e non dovrebbero essere usate se si deve guidare o restare vigili

  • I pisolini o i periodi di vacanza talvolta possono aiutare a ridurre il dolore