I PRINCIPALI SINTOMI CHE TRATTIAMO

(La maggior parte dei nostri pazienti riporta almeno due o più sintomi)

  • Frequenza/urgenza/esitazione minzionale
  • Dolore in posizione seduta
  • Dolore rettale/perineale
  • Dolore genitale
  • Dolore durante o dopo l’attività sessuale
  • Dolore o sollievo dopo la defecazione
  • Dolore al basso ventre
  • Dolore al coccige / Lombalgia
  • Aumento del dolore in condizioni di stress
  • Sollievo con bagni caldi o calore
  • Depressione / ansia per i sintomi
  • Calo nella qualità della vita dovuto ai sintomi
  • Le terapie convenzionali non aiutano
  • Gli esami medici non rilevano patologie

SINDROME DOLOROSA PELVICA CRONICA (CPPS)

SINDROME DOLOROSA PELVICA CRONICA o PROSTATITE

Nel 1995 i National Institute of Health (NIH) statunitensi hanno riclassificato la condizione un tempo nota come prostatite in quattro macrocategorie. Il motivo di tale riclassificazione risiede nel fatto che la categoria più ampia era rappresentata da uomini con diagnosi di prostatite che non avevano un’infezione alla prostata, quindi la causa dei loro sintomi non poteva essere ragionevolmente attribuita a problemi alla ghiandola prostatica. In realtà, nel 90-95% dei casi gli uomini con diagnosi di prostatite non hanno un’infezione alla prostata. Pertanto, nel 1995 i National Institute of Health (NIH) statunitensi hanno rinominato tale condizione ‘sindrome dolorosa pelvica cronica’ (CPPS), un nome più appropriato per una corretta diagnosi del dolore pelvico. Questa riclassificazione era attesa da tempo.

LA DISFUNZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO (CPPS) È UN DISTURBO SIA LOCALE CHE SISTEMICO

Chi cerca un aiuto terapico si rivolge a un medico per trovare sollievo dalla disfunzione del pavimento pelvico (CPPS), che spesso ha sintomi stupefacenti e preoccupanti. I trattamenti medici tradizionali, tuttavia, nella quasi totalità dei casi non comprendono la CPPS. I rimedi offerti sono nel migliore dei casi incompleti e a breve termine, e nel peggiore – interventi chirurgici o iniezioni – possono esacerbare il problema.

L’errore fondamentale dei trattamenti convenzionali per la sindrome dolorosa pelvica cronica è che non colgono il fatto che si tratta di un problema sia sistemico che locale — sistemico in quanto il sistema nervoso, che di norma è spesso eccitato, si tende in maniera cronica nei muscoli pelvici. È un problema locale in quanto la preoccupazione, l’ansia e l’eccitazione nervosa cronica in certi individui producono un dolore localizzato e una disfunzione dei muscoli pelvici. Se non si interviene con efficacia su entrambi questi aspetti, la CPPS è destinata a permanere.

I nostri trattamenti di sei giorni, offerti durante l’anno, sono volti a risolvere sia l’aspetto locale che quello sistemico della CPPS, istruendo i nostri pazienti nell’autotrattamento fisioterapico interno ed esterno più avanzato (trattamento locale) e nella pratica del nostro protocollo di rilassamento, il rilassamento paradossale esteso, che punta a ridurre l’eccitazione del sistema nervoso su base quotidiana.

PER LA MAGGIOR PARTE LA CPPS DERIVA DA UN ‘CRAMPO’ CRONICO NEL BACINO

In oltre vent’anni di esperienza clinica abbiamo identificato un gran numero di punti trigger miofasciali dolorosi (un crampo nel bacino causato dallo stress) nei muscoli pelvici interni ed esterni di pazienti a cui era stata in precedenza diagnosticata la CPPS. Abbiamo compreso che nel tempo, di solito nell’arco di decenni, questo tenace ciclo dell’ansia si manifesta attraverso la tensione del pavimento pelvico fino al punto che non si riesce ad allentare e diventa doloroso e disfunzionale. Il protocollo Wise-Anderson tratta la questione cruciale, ovvero sia lo stress che innesca il dolore sia direttamente il punto da cui ha origine il dolore nel bacino. Questo protocollo aiuta a ridurre i punti trigger (la sensibilità del pavimento pelvico) e il dolore da 7,5 a 4 punti su 10 in sei mesi.

IL PROTOCOLLO WISE-ANDERSON ALLEVIA I SINTOMI DELLA SINDROME DOLORE PELVICO CRONICO ALLO STESSO MODO NELLE DONNE E NEGLI UOMINI

Il protocollo Wise-Anderson aiuta la stessa percentuale di donne e di uomini con il dolore pelvico di origine muscolare che lo seguono. In altri termini, abbiamo compreso che i sintomi della CPPS sono identici o sostanzialmente simili ai sintomi riscontrati negli uomini e nelle donne e che il nostro trattamento offre la stessa promessa di miglioramento o di risoluzione tanto agli uomini che alle donne.

IL PROTOCOLLO WISE-ANDERSON

Trattamento immersivo di sei giorni

Abbiamo iniziato a trattare varie disfunzioni del pavimento pelvico alla Stanford University nel 1995 nelle nostre normali visite ai pazienti. Nel 2003 ci siamo riorganizzati come liberi professionisti, offrendo un trattamento immersivo di sei giorni a Santa Rosa, in California. Il trattamento, limitato a quattordici pazienti e proposto tutto l’anno, si è evoluto nel protocollo Wise-Anderson, volto a insegnare ai pazienti a riabilitare i muscoli con contrattura cronica del pavimento pelvico e a ridurre l’ansia quotidianamente. Il protocollo Wise-Anderson, praticato quotidianamente in casa dai pazienti che abbiamo istruito nell’autotrattamento, aiuta molti a riprendere in mano la propria vita. La finalità del nostro autotrattamento è di aiutare i pazienti a liberarsi della necessità di cercare l’ulteriore ausilio di professionisti da oltre un decennio, le nostre ricerche documentano i risultati dell’autotrattamento che insegniamo ai pazienti.

Per ulteriori informazioni, visita la pagina dedicata ai nostri trattamenti cliccando qui.

For questions about cost and eligibility please fill out the form below, email us at [email protected] or contact our office at +1 (707) 332-1492.

 

SINTOMI DELLA SINDROME DOLOROSA PELVICA CRONICA

(La maggior parte dei nostri pazienti riporta almeno due o più sintomi)


  • La frequenza urinaria può essere semplicemente fastidiosa o diventare debilitante
  • Tipicamente si ha la sensazione di un costante fastidio nella vescica, nell’uretra o nei genitali.
  • Di solito, dopo la minzione, i pazienti non si sentono “svuotati” e restano con la sensazione di dover urinare.
  • Per via della frequenza o urgenza urinaria si ha l’impressione di dover essere spesso nelle vicinanze di un bagno. Talvolta si riesce a stento a contenere l’urgenza di urinare, quando questa si presenta.
  • Quando si va a teatro o a un evento sportivo, per esempio, di solito ci si siede accanto a un corridoio per essere pronti a uscire con facilità.
  • Alcuni pazienti sentono che la propria vita ruota intorno alla propria vicinanza al bagno.
  • L’urgenza e la frequenza urinaria possono privare i pazienti del sonno, per via dei frequenti risvegli notturni o per la difficoltà a riaddormentarsi una volta che ci si è svegliati.

  • La disuria può essere molto dolorosa e, in tal caso, la minzione diventa un calvario e provoca un ulteriore dolore.
  • Il bruciore o il dolore durante la minzione spesso sono sconcertanti, e vengono associati alla disfunzione del pavimento pelvico.
  • Talvolta capita di non sentire dolore durante la minzione, ma solo dopo.
  • Una volta che si trova una soluzione agli spasmi cronici e alla contrazione miofasciale dei muscoli pelvici, in molti dei nostri pazienti, si risolve anche la disuria.

  • La nicturia spesso è un grosso problema, perché disturba a tal punto il sonno del paziente da farlo sentire costantemente esausto.
  • La spossatezza da privazione del sonno tende ad alimentare il ciclo di tensione, dolore, atteggiamento protettivo e ansia.

  • Negli uomini è un sintomo importante da sottoporre a indagine medica per capire se la causa della riduzione del flusso è nell’ingrossamento della prostata o altrove.
  • Alcune persone che soffrono di dolore pelvico di origine muscolare devono attendere perché parta il flusso dell’urina.
  • L’esitazione nell’avvio dell’urinazione può peggiorare quando l’urina viene trattenuta oltre il livello di agio (perché ipotizziamo che la tensione dei muscoli nel trattenere l’urina possa comportare una sorta di spasmo che tarda a svanire al momento della minzione)
  • La riduzione del flusso urinario è un sintomo che può condurre a un calo dell’autostima e all’ipocondria, specialmente nei più giovani.
  • Quando i sintomi urinari fanno parte della sindrome dolorosa pelvica cronica di origine muscolare, dopo la riabilitazione del pavimento pelvico si può assistere a un miglioramento del flusso urinario.

  • Il perineo è uno dei siti più comuni del dolore pelvico, è una zona intima e può dolere costantemente per tutto il giorno anche in maniera intensa
  • Il perineo è il luogo in cui si congiunge la maggior parte dei muscoli del pavimento pelvico e, pertanto, ospita molte fonti di dolore riferito (dolore percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine), che possono essere localizzate da una parte o dall’altra
  • Il perineo è spesso il luogo in cui si prova dolore dopo una corsa in bicicletta.
  • Il perineo e lo sfintere anale sono due parti del corpo in cui i pazienti percepiscono la sensazione di “stare seduti su una palla da golf”
  • Il dolore al perineo può peggiorare in posizione seduta o eretta.
  • Da uno studio condotto a Stanford nel 2009 citato nel nostro articolo pubblicato sul Journal of Urology, risulta che il 79% dei soggetti soffriva di un dolore al perineo.
  • Nel nostro studio del 2009 abbiamo individuato i muscoli addominali e pelvici chiave che rimandano il dolore al perineo (retto dell’addome, grande adduttore e coccigeo)

  • Increased discomfort hours or the day after sexual activity is common
  • Sexual activity is painful either during or afterward
  • Pain is felt on the outside of the vagina, inside or both
  • Pelvic examination in which trigger points are palpated can often recreate symptoms of pain during sex
  • Our explanation about why there is often an increase in discomfort during or after sexual activity in men and women with chronic pelvic pain syndromes is as follows:
    • Orgasm causes strong contractions of the pelvic, prostate and seminal vesicle muscles lasting about once a second during orgasm
    • There is a significant increase in nervous system arousal during sexual activity
    • The pleasure spasm of orgasm in the form of the increased series of contractions during orgasm will tighten the pelvic muscles further
    • This increased tightening temporarily contracts an already contracted area which doesn’t relax well and it tends to throw the patient further above the symptom threshold
    • When our patients learn to release the muscles inside the pelvic floor, they usually can feel this increased muscle contraction
    • After a certain time frame (from hours to days), the pelvic muscles relax and return to their baseline level, the normal tightened state of the pelvic floor reasserts itself (which is back to some degree of pain or discomfort when a person has chronic pelvic pain syndrome)
    • For this reason we do not recommend increasing sexual activity (as has often been suggested by physicians our male patients have seen) when a person has an increase in symptoms after sex

  • Sedersi è una delle maggiori sofferenze e paure in caso di dolore pelvico e complica tutti gli aspetti della vita normale.
  • Stare seduti può scatenare o esacerbare fastidi, dolori e sintomi, e può provocare dolore nella parte anteriore e/o posteriore del bacino.
  • Il dolore in posizione seduta spesso comincia in maniera piuttosto lieve al mattino, ma aumenta dopo una giornata in posizione seduta e può protrarsi fino alla notte
  • Spesso i pazienti chiedono sedie imbottite nei ristoranti, data la scomodità nella posizione seduta.
  • Il dolore in posizione seduta può rendere insopportabile lo stare seduti con gli amici o la famiglia e la socializzazione.
  • Può essere difficile viaggiare in aereo o in macchina per qualsiasi distanza senza soffrire.
  • Talvolta i pazienti devono richiedere la pensione di invalidità perché sono impossibilitati a lavorare alla scrivania.

  • Nelle donne, il dolore vaginale
  • Negli uomini,
  • il dolore alla punta e all’asta del pene è un sintomo comune.
  • il dolore penineo è spesso accompagnato da un arrossamento della pelle alla punta del pene
  • talvolta lo sfregamento del pene contro la biancheria intima e i pantaloni è fastidioso
  • il dolore genitale di solito è riferito (cioè il dolore viene percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine) dal muscolo elevatore dell’ano anteriore e, in certi pazienti, può essere uno dei sintomi più semplici da risolvere

  • Il dolore sovrapubico (sopra l’osso pubico) è un sintomo comune
  • Il dolore sovrapubico è comune in pazienti con frequenza, urgenza ed esitazione minzionale o altri sintomi pregressi.
  • Talvolta una pressione in quest’area può riferire all’area anorettale (ano e retto), ma talvolta capita che anche il dolore alla vescica sia percepito in questa zona.
  • Il dolore può manifestarsi da una parte o dall’altra oppure al centro.

  • Il dolore al coccige è comune.
  • Di solito viene riferito (cioè il dolore viene percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine) dal pavimento pelvico o dai muscoli attaccati all’osso sacro e non dall’osso sacro stesso
  • Abbiamo visitato molti pazienti che avevano subito una rimozione del coccige senza giungere ad alcun sollievo
  • Il dolore al coccige è spesso legato al dolore successivo alla defecazione

  • La lombalgia è comune e spesso confonde i pazienti e i medici generici perché i sintomi vengono riferiti (cioè il dolore viene percepito in un punto diverso da quello in cui è situata la sua origine) dai muscoli del pavimento pelvico, non della parte bassa della schiena.
  • Si può provare dolore da una parte o dall’altra, oppure il dolore può migrare da una parte all’altra.

  • Il dolore all’inguine viene spesso scambiato per un’ernia.
  • Abbiamo visitato pazienti che avevano subito un intervento di correzione di un’ernia per via del dolore, senza risolvere il problema del dolore all’inguine.
  • Gli adduttori sono muscoli grandi e molto forti dell’interno coscia collocati nella regione inguinale, e quando questi muscoli sono tesi per una contrattura cronica, possono provocare e riferire un dolore significativo nella regione pelvica, anche in profondità nel retto.

  • Si ha un sollievo dopo la defecazione quando i muscoli pelvici tesi si rilassano
  • Il fastidio dopo la defecazione può essere particolarmente sconcertante se provoca sintomi più intensi nella restante parte del giorno
  • Si è scritto poco sull’occorrenza di questo sintomo in assenza di emorroidi o ragadi anali, ma, stando alla nostra esperienza, è comune
  • Il meccanismo di defecazione coinvolge tipicamente il riempimento di feci del retto, che poi invia un segnale allo sfintere anale interno e al muscolo puborettale affinché si rilassi e stimoli l’esperienza di urgenza della defecazione.
  • Una volta che le feci passano attraverso lo sfintere anale rilassato e fuoriescono dal corpo, di riflesso lo sfintere anale interno si chiude
  • In presenza di dolore pelvico e di inasprimento dei sintomi dopo la defecazione noi ipotizziamo che lo sfintere anale interno tenda a chiudersi “più del dovuto”
  • Cioè, si tende più di quanto non lo fosse prima della defecazione e talvolta sembra entrare una una sorta di spasmo doloroso
  • Il dolore successivo alla defecazione sembra verificarsi con minor frequenza quando si è rilassati e non in affanno, e qualsiasi cosa contribuisca a raggiungere uno stato più rilassato durante una visita al bagno può ridurre questo sintomo.
  • I nostri pazienti tendenzialmente risolvono il dolore successivo alla defecazione quando allentano in generale la tensione muscolare pelvica.

  • Poiché il sesso può essere doloroso durante o dopo il rapporto, spesso c’è un’astinenza condizionata dal sesso per evitare il dolore.
  • Quest’ansia può risultare in una difficoltà nel mantenere l’erezione, che provoca poi difficoltà nella relazione e nel corteggiamento, in particolare nei pazienti più giovani.
  • L’ansia legata al sesso, a nostro modo di vedere, è la principale causa dell’ansia da prestazione e di quella che è stata “medicalizzata” come disfunzione erettile.
  • Nella nostra esperienza, quando il dolore passa, passa anche l’ansia e la cosiddetta disfunzione erettile a questa collegata.

  • Il calo dell’interesse per il sesso si manifesta comunemente insieme al dolore pelvico
  • Tipicamente, nel dolore pelvico di origine muscolare non c’è nessuna patologia che riguardi le strutture fisiche coinvolte nell’attività sessuale
  • Dal nostro punto di vista, il calo della libido è prodotto da un insieme di ansia, calo dell’autostima e dolore pelvico, che congiurano tutti contro l’eccitazione e l’interesse per il sesso. Quando si risolvono il dolore e la disfunzione dei muscoli pelvici, di solito si risolve il problema della riduzione della libido

  • L’aspetto più spaventoso del dolore pelvico sono i pensieri catastrofici per cui si ritiene che sia destinato a non passare
  • La maggior parte dei pazienti che soffrono di dolore pelvico, sono preoccupati per il proprio dolore
  • L’ansia e i pensieri catastrofici distraggono l’attenzione dalla vita e, per molti pazienti, configurano un futuro inaccettabile

  • La depressione conduce a un senso di impotenza per cui si pensa di non poter intervenire su ciò che sembra assolutamente sbagliato nella propria vita
  • Quando si è in preda al dolore pelvico, il pensiero che non passerà mai induce molti pazienti alla depressione
  • Quando i medici non sono d’aiuto e non si riesce a vedere una luce alla fine del tunnel, la depressione e/o la depressione ansiosa non sono l’eccezione, ma la regola.

  • L’astinenza sociale spesso deriva dal dolore cronico e può compromettere ogni piacere momentaneo.
  • Il dolore pelvico priva i pazienti della capacità di essere pienamente presenti nei rapporti con la famiglia e gli amici, quindi a sua volta ha grandi conseguenze per la famiglia, gli amici e i partner di chi soffre.
  • I partner dei pazienti, in particolare, risentono dell’astinenza dal sesso dei pazienti, la rinuncia alle uscite e alle attività che coinvolgono altre persone, i viaggi, la genitorialità, la socializzazione e lo svolgimento delle normali attività di coppia.

  • Spesso quando si soffre di dolore pelvico, l’autostima si riduce, perché quasi sempre il paziente si preoccupa del fatto che nessuno desideri la sua compagnia

  • I disturbi del sonno sono comuni
  • I pazienti si svegliano per urinare o per il dolore e l’ansia
  • Abbiamo scritto un articolo sul rapido aumento del cortisolo al mattino nei pazienti con dolore pelvico Cortisol and Men with Chronic Prostatitis – Poster del 2007 dell’American Urological Association

  • La sensazione di impotenza e disperazione è la vera sofferenza che accompagna il dolore pelvico cronico
  • La sensazione di impotenza deriva dall’incapacità del paziente di interrompere il dolore e il fastidio, che sono logoranti e spaventosi
  • La sensazione di impotenza nei pazienti affetti da dolore pelvico subentra quando non scorgono nulla all’orizzonte che possa aiutarli

  • Sia lo stress ordinario che quello straordinario tendono ad accrescere i sintomi.
  • Quando lo stress innesca il dolore pelvico, tende anche a scatenare il ciclo di tensione-ansia-dolore-atteggiamento protettivo, che continua anche dopo il periodo di stress.

  • Il dolore/fastidio testicolare è particolarmente avvilente e spaventoso
  • Il dolore/fastidio è percepito nell’uno o nell’altro testicolo
  • Talvolta i muscoli cremasteri sollevano i testicoli o il pene, specialmente quando lo sfintere anale è infiammato, e questo può essere sconcertante.
  • Abbiamo avuto pazienti a cui erano stati rimossi i testicoli, senza alcun cambiamento per il pene
  • Talvolta il dolore testicolare può essere riferito in maniera distale (cioè proviene da un punto lontano dal suo centro) dai muscoli dello stomaco e dei fianchi, il che può creare confusione e spesso viene sottovalutato dalla maggior parte dei medici e dei pazienti


COSA PUÒ DARE UN SOLLIEVO TEMPORANEO DALLA SINDROME DOLOROSA PELVICA CRONICA:

  • L’acqua calda o il calore spesso aiutano nell’immediato
  • L’acqua fredda riacutizza i sintomi in alcuni pazienti

  • I farmaci della classe delle benzodiazepine spesso possono offrire un sollievo ai sintomi per qualche ora e sono utili se usati con criterio
  • Le benzodiazepine creano dipendenza e, se usate regolarmente per il dolore pelvico, possono perdere la loro efficacia
  • Le benzodiazepine tipicamente provocano stanchezza e non dovrebbero essere usate se si deve guidare o restare vigili

  • I pisolini o i periodi di vacanza talvolta possono aiutare a ridurre il dolore